Parte XVII

 Mentre lei dorme, mi allontano per vedere se riesco a trovare dei fiori da offrirle. Taglio dei giunchi e li intreccio tra loro per creare una specie di vassoio senza bordi . Raccolgo poi delle rose canine, le rose più antiche e più resistenti che si conoscano e le dispongo sul vassoio di giunchi in modo da formare un cuore dai delicati colori che vanno dal rosa pallido fino al bianco candido. Mentre sono intento a creare quella composizione , penso a lei, alla sua fragile natura, ai suoi giochi nell’acqua del torrente, al suo ridere accorato, al suo corpo diafano, alla sua anima che danza nel mio cuore come una lingua di fuoco. Sono innamorato di lei e francamente dopo la delusione avuta con Eleonora, non avrei mai immaginato di poter riaprire il mio cuore a un nuovo amore. Quando torno da lei mi accorgo che il suo viso ha un livore inusuale e che il suo corpo trema come in preda ad un delirio. Mi assale un angoscia subitanea e terrificante, mi chino su di lei la chiamo per nome e le chiedo cosa le succede. Lei si accorge a fatica della mia presenza e mi fa un cenno per aiutarla a girarsi su un fianco . Mentre la sostengo le sue labbra mi sfiorarono appena il volto , sono viola e fredde e senza vita ; ho la sensazione che qualcosa di grave sta per accadere. Lei raccoglie tutte la sue forze, si avvicina a me e mi sussurra all’orecchio che ha molto freddo e che ha paura di morire e aggiunge, che vuole che io porti la sua croce con me, per offrirla come suo modesto e umile contributo alla nobile causa della guerra Santa. Rifiuto di ascoltarla e le dico che la febbre alta è la causa di questo suo vaneggiare. No Filippo , mentre eri via, un angelo è venuto a parlarmi per dirmi che non devo fare più tanta strada per vedere Dio e che mi avrebbe accolto nel suo regno perché voleva premiare la mia buona volontà. Preso da un impeto di sconforto , mi alzo in piedi e le grido di stare zitta . Tu non sai quello che dici , gli urlo , nessuno può volere la tua fine . Dio non può permetterlo, è grande e misericordioso e tu non meriti di morire. Se muori tu sono finito anch’io, non lo capisci? Ti prego non lasciarmi. Lei si sfila la sua collana , me la porge dicendomi di tenerla con me e per me. Prendo quell’oggetto con la stessa sacralità con cui si tocca una reliquia e lo inondo di baci e di lacrime Lei mi guarda estasiata con quei suoi occhi lucidi, e grandi. Mi sorride per un momento, e mi ringrazia. I suoi occhi perdono la loro lucentezza , le sue palpebre sono sempre più pesanti, il suo viso ha ora un pallore di morte. Cade subito in una immobilità spaventosa. Accosto il mio orecchio sul suo petto. Il suo cuore batte ancora , si sente appena. Le dico di parlami e di non addormentarsi. Lei sente il calore del mio viso sulla sua pelle infreddolita , accenna a una smorfia di piacere , ha appena il tempo di dirmi che mi avrebbe voluto come l’uomo della sua vita e muore. Quando vedo i suoi occhi chiudersi e il capo reclinare tra le mie mani e il suo respiro spegnersi, vengo assalito dalla disperazione. Grido il suo nome ripetutamente, più forte che posso, ma lei non può sentirmi. Vado a cercare la spada, l’appoggio a terra la punto sul mio cuore perché voglio infilzarmi e finirmi . Comincio a piangere come un bambino, rivolgo gli occhi al cielo e iniziò a spingere quell’arma sul mio petto. Poi rivolgendo il mio sguardo su di lei ho la sensazione come se lei deplorasse quel gesto. Depongo la spada, le prendo il volto sulle mie ginocchia e comincio ad accarezzarla senza mai smettere. Quel volto oramai esangue, indifeso, senza vita , ha qualcosa di terribilmente divino . E così perduto nel mio dolore ho come la sensazione di morire , di odiare la morte come negazione della vita . Ho visto diverse persone morire , ma questa volta è diverso , perché mi tocca da vicino e personalmente , perché è una cosa inaspettata e crudele , perché mi fa soffrire terribilmente al punto di perdere la ragione e la religione.Ora distesa in questo luogo che non vuole lasciarti andare , mi chiedo dove vai
e anche se scruto il fondo dei tuoi misteri
anche se ripercorro la tua strada all’indietro
ottengo solo silenzi che mi uncinano la vita fino a strapparmi la carne di dosso
Il mio dolore si tenge di lutto e in tutto il tempo che mi rimane c’è la paura che hai lasciato nelle mie mani , il sorriso che hai abbandonato nel fiume, il filo dei tuoi anni che si spezza inesorabilmente. 
Ora che sei spoglia di ogni cosa terrena , ora che hai reso il tuo peso alla terra , ti chiudo gli occhi amore mio con questo mio ultimo bacio. 

C’était par hasard que je t’ai rencontré

il pleuvait ce jour-là et toi tu venais vers moi

je songeais tes rivages sauvages et tes ciels entichés de lumière

et toi tu m’es apparue telle quelle de celle qui venait se réfugier dans mes bras

et mon cœur n’a pas pu se taire et

toi tu n’étais qu’un battement de vie tellement douce et gracieuse de faire fondre mes yeux dans tes yeux

et faire monter mon gargouillement de sang jusqu’à a l’esprit pour comprendre qui

étais-tu pour m’anéantir et bouleverser ma vie

et maintenant je te demande tes derniers rayons de soleil

tes derniers cris et ton ultime fragilité

parce que si tu meurs tu me voles la vie

si tu te tais tu me voles la douceur des mots

si tu t’en vas je n’aurais que cette pauvre existence.

 

 

DIO CI VUOLE MAGNIFICI

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