Archive for giugno, 2013


sei proprio tu a condurmi nel cuore

seguendo il corso del sangue

fra sponde frastagliate da impietose correnti

e abbandoni di cieli sospesi

ci sono cose che fanno male come lanci di pietre

e altre che giacciono nel buio d’ogni tristezza

e se penso al mio esilio

la tua voce mi sembra un silenzio discinto

una primizia di fiori trafitti

mentre fuori precisi cammini mi spogliano d’ogni pensiero

il tuo dono è una terra di carne con un anima limpida

un respiro che sale

fino al limite del cielo

una forza impetuosa che mi nasce sui fianchi

e scava la terra

e sarei niente 

se non fosse per il tuo solco affettuoso

per i tuoi naufragi di acque

di grazia e follia

per il tuo sguardo di ragazza distratta

che ha sete di ossa

e pensieri di vento

e  mani che volano sgomente

e piedi che mutano ad ogni battere di ciglio .

Written by ©atmosferepoetiche

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questa è una terra carica di sole e poesia

 che echeggia il  tuo nome 

ovunque ci si metta in ascolto 

questa è una terra di vulcani  di zolfo

e salgemma 

persuasa che il sogno sia 

ovunque la gravità non esiste e l’amore si libri nell’anima

a volte vorrei non appartenere al potere di questi campi

che mi parlano di te

a queste voci che gridano il tuo nome nel mio cranio 

a questi occhi assidui che ti cercano

a queste mura vecchie che mi stancano e che mi danno voglia di morire

e ancora attendo l’immagine  del tuo volto 

liscia di  una razza senza tempo

che mi fa dimenticare il sangue e la fine della terra

e tu

non lasciarmi solo dentro la mia sera 

con questo paesaggio in corsa verso le montagne 

con questi zoccoli normanni che mi scalpitano ancora

nella testa 

e tu

forza il mio cuore a uscire fuori all’aperto 

e liberalo da questo mio buio  immenso.

Written by ©atmosferepoetiche

che urli

che urli 

se nessuno può udirti nel silenzio di

 questi sepolcri 

dove anche il vento tace

un tempo tutte le madri 

non erano come sei tu adesso

e i loro figli giocavano intorno alle aie

mentre il vento  separava le spighe dal grano

e di quel pane  che ti ha visto crescere 

cosa ne è adesso 

se non il battere del tempo  che si allontana

e di quella strada che percorrevamo  

per andare alla fabbrica del  ghiaccio 

cos’è rimasto 

se non il lamento delle nostre mani bagnate

e il fragore delle nostre  risate  sotto il sole di luglio

ciò che è stato é stato 

e di quel frumento che ha maturato coi tuoi occhi 

ora non rimane che 

una terra dove crescono monotoni i ricordi 

e salgono fino al cielo  come nuvole  d’acqua dal mare

la cosa più triste non é morire

ma il non sapere nulla

della tua vita 

e del sapore del  sangue che io ti succhiavo 

sulle ferite

delle paure e delle incertezze che ti hanno inculcato

di quella razza crudele

che ha logorato i tuoi sogni e le tue vertebre

io  ho sempre abitato i tuoi occhi 

e vestito di fiori il tuo seno

l’acqua non cola più dalla fontana 

e ora

siamo come due navi alla deriva  

al di la delle onde e del tempo.

 

Written by ©atmosferepoetiche

.

ti ringrazio

ti ringrazio

per l’oscurità che mi dai

e per questo mio bisogno di farti da luce

per i tuoi respiri umidi

che si sono assopiti dentro di me

per i tuoi occhi accesi nel buio della mia anima

per i tuoi pensieri che si denudano sulla mia carne

e per il tuo sangue che sciogli nelle mie vene

ti ringrazio

per il tuo silenzio che ha

l’odore acre della notte

e per tutte quelle volte che sei stata

confusione e spavento.

Written by ©atmosferepoetiche

ricordo i tuoi tredici anni

quando già ti vestivi da donna

e i tuoi capelli scendevano come fiumi di seta

sulle tue spalle scoperte  

e tu sentivi il mio cuore battere la tua stessa età 

com’era bello

morire nei tuoi occhi neri come la notte

e risorgere dal   seno che odorava di miele 

e crescere nella tua anima spaventato d’amore

prenderti per mano e portarti dove il vento vola più alto

e la luce é più forte di una carezza

a volte mi sembra che i giorni passati con te li ho solo sognati

forse avevamo perduto ogni cosa innocente

e nella nostra testa c’erano solo pensieri che non volevano uscire

sopratutto quando

seduti tra le pietre

eravamo come fiori precoci prostrati alla volontà delle foglie

cullando tra le braccia

quei sogni inquieti che la cara giovinezza

ci rimanda

e adesso

non mi resta che chiudere il mio cuore

perché privato di ogni suo bene

e chiedergli di tenere duro e di resistere

a questo buio immenso .

.

Written by ©atmosferepoetiche

dov’eri mentre io ero vivo di te

e cullavi i tuoi sogni sotto le unghie

e mi scivolavi lontano

così lontano da confonderti col nulla 

ingannando il tempo e forse anche

quel dio rimasto per sempre incastrato nella fessura dell’anima 

e costernandoti

di non essere mia

e di avere perduto per sempre il frastuono degli occhi

e forse anche il respiro rimasto incagliato sui fondali del cuore

mentre

ora hai tutto quel grigio che toglie i colori

e spinge indietro la luce

e che non distingue più niente

neanche le tante disfatte

che stringi tra i denti.

Written by ©atmosferepoetiche

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