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Pensi che potrei

pensi che potrei spezzare la tua corazza

pensi che potrei amare quel tuo modo di riportarmi in vita

ama e lasciati amare

non tornare ad essere morta

Immagino che tu non sia lì per me

per me

per te

o per qualcun’altro

cosa importa

se tu sei cambiata

ed io non so dove trovare questa aria che mi manca

e questi pezzi della mia vita che non si uniscono

io non so dove rifugiarmi quando tremo di paura

e non so cosa fare quando ti chiudi dietro quella porta

e che dire di queste ore senza luce

e di questa mia memoria che si annuvola e si snuvola come il tempo

addio acqua che muti l’onda del morire in aurora

addio sublime spirito che inventi tutti i versi della terra senza mai rinnegarli

Written by Atmosferepoetiche

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Parte XVII

 Mentre lei dorme, mi allontano per vedere se riesco a trovare dei fiori da offrirle. Taglio dei giunchi e li intreccio tra loro per creare una specie di vassoio senza bordi . Raccolgo poi delle rose canine, le rose più antiche e più resistenti che si conoscano e le dispongo sul vassoio di giunchi in modo da formare un cuore dai delicati colori che vanno dal rosa pallido fino al bianco candido. Mentre sono intento a creare quella composizione , penso a lei, alla sua fragile natura, ai suoi giochi nell’acqua del torrente, al suo ridere accorato, al suo corpo diafano, alla sua anima che danza nel mio cuore come una lingua di fuoco. Sono innamorato di lei e francamente dopo la delusione avuta con Eleonora, non avrei mai immaginato di poter riaprire il mio cuore a un nuovo amore. Quando torno da lei mi accorgo che il suo viso ha un livore inusuale e che il suo corpo trema come in preda ad un delirio. Mi assale un angoscia subitanea e terrificante, mi chino su di lei la chiamo per nome e le chiedo cosa le succede. Lei si accorge a fatica della mia presenza e mi fa un cenno per aiutarla a girarsi su un fianco . Mentre la sostengo le sue labbra mi sfiorarono appena il volto , sono viola e fredde e senza vita ; ho la sensazione che qualcosa di grave sta per accadere. Lei raccoglie tutte la sue forze, si avvicina a me e mi sussurra all’orecchio che ha molto freddo e che ha paura di morire e aggiunge, che vuole che io porti la sua croce con me, per offrirla come suo modesto e umile contributo alla nobile causa della guerra Santa. Rifiuto di ascoltarla e le dico che la febbre alta è la causa di questo suo vaneggiare. No Filippo , mentre eri via, un angelo è venuto a parlarmi per dirmi che non devo fare più tanta strada per vedere Dio e che mi avrebbe accolto nel suo regno perché voleva premiare la mia buona volontà. Preso da un impeto di sconforto , mi alzo in piedi e le grido di stare zitta . Tu non sai quello che dici , gli urlo , nessuno può volere la tua fine . Dio non può permetterlo, è grande e misericordioso e tu non meriti di morire. Se muori tu sono finito anch’io, non lo capisci? Ti prego non lasciarmi. Lei si sfila la sua collana , me la porge dicendomi di tenerla con me e per me. Prendo quell’oggetto con la stessa sacralità con cui si tocca una reliquia e lo inondo di baci e di lacrime Lei mi guarda estasiata con quei suoi occhi lucidi, e grandi. Mi sorride per un momento, e mi ringrazia. I suoi occhi perdono la loro lucentezza , le sue palpebre sono sempre più pesanti, il suo viso ha ora un pallore di morte. Cade subito in una immobilità spaventosa. Accosto il mio orecchio sul suo petto. Il suo cuore batte ancora , si sente appena. Le dico di parlami e di non addormentarsi. Lei sente il calore del mio viso sulla sua pelle infreddolita , accenna a una smorfia di piacere , ha appena il tempo di dirmi che mi avrebbe voluto come l’uomo della sua vita e muore. Quando vedo i suoi occhi chiudersi e il capo reclinare tra le mie mani e il suo respiro spegnersi, vengo assalito dalla disperazione. Grido il suo nome ripetutamente, più forte che posso, ma lei non può sentirmi. Vado a cercare la spada, l’appoggio a terra la punto sul mio cuore perché voglio infilzarmi e finirmi . Comincio a piangere come un bambino, rivolgo gli occhi al cielo e iniziò a spingere quell’arma sul mio petto. Poi rivolgendo il mio sguardo su di lei ho la sensazione come se lei deplorasse quel gesto. Depongo la spada, le prendo il volto sulle mie ginocchia e comincio ad accarezzarla senza mai smettere. Quel volto oramai esangue, indifeso, senza vita , ha qualcosa di terribilmente divino . E così perduto nel mio dolore ho come la sensazione di morire , di odiare la morte come negazione della vita . Ho visto diverse persone morire , ma questa volta è diverso , perché mi tocca da vicino e personalmente , perché è una cosa inaspettata e crudele , perché mi fa soffrire terribilmente al punto di perdere la ragione e la religione.Ora distesa in questo luogo che non vuole lasciarti andare , mi chiedo dove vai
e anche se scruto il fondo dei tuoi misteri
anche se ripercorro la tua strada all’indietro
ottengo solo silenzi che mi uncinano la vita fino a strapparmi la carne di dosso
Il mio dolore si tenge di lutto e in tutto il tempo che mi rimane c’è la paura che hai lasciato nelle mie mani , il sorriso che hai abbandonato nel fiume, il filo dei tuoi anni che si spezza inesorabilmente. 
Ora che sei spoglia di ogni cosa terrena , ora che hai reso il tuo peso alla terra , ti chiudo gli occhi amore mio con questo mio ultimo bacio. 

C’était par hasard que je t’ai rencontré

il pleuvait ce jour-là et toi tu venais vers moi

je songeais tes rivages sauvages et tes ciels entichés de lumière

et toi tu m’es apparue telle quelle de celle qui venait se réfugier dans mes bras

et mon cœur n’a pas pu se taire et

toi tu n’étais qu’un battement de vie tellement douce et gracieuse de faire fondre mes yeux dans tes yeux

et faire monter mon gargouillement de sang jusqu’à a l’esprit pour comprendre qui

étais-tu pour m’anéantir et bouleverser ma vie

et maintenant je te demande tes derniers rayons de soleil

tes derniers cris et ton ultime fragilité

parce que si tu meurs tu me voles la vie

si tu te tais tu me voles la douceur des mots

si tu t’en vas je n’aurais que cette pauvre existence.

 

 

DIO CI VUOLE MAGNIFICI

 

Parte XVI

Il ruscello è freddo ma limpido. Si sente il gorgoglio dell’acqua intorno ai sassi che forma minuscole bolle  che  si  levano scoppiettanti di luce , oltre gli squarci azzurri del cielo. 

 Ci sediamo sul greto del fiume e lasciamo che l’acqua ci bagni  e restiamo così fianco a fianco  stretti in un abbraccio tenero e romantico  . Intorno ai nostri piedi , piccoli mulinelli   disegnano forme e colori irregolari e iridescenti.

Intanto la corrente  sembra fuggire da  questo suo   eterno fluire e la cui vulnerabilità supera quella delle nostre anime. 

Siamo quasi incantati da questo luogo  unico e magnifico e ci sentiamo come proiettati   fuori dalla realtà  che, per  un istante , non ricordo quanto lungo,  piega le nostre coscienze fino all’incoscienza. E questo nostro restare vicini  somiglia a quello di due gocce d’acqua che si attraggono e fondono inesorabilmente l’una nell’altra perdendo la loro identità ma acquistando più forza 

Inconsciamente lei reclina il capo sulla mia spalla e rimaniamo  silenziosi ad assaporare questi lunghi momenti d’intimità, dove l’andante religioso e solenne delle nostre anime, insieme all’allegro lucido e solare del fiume,  fanno da sfondo a questo nostro incontro . L’acqua del fiume continua a lambirci e  sembra accarezzarci . Una sorta di estasi che non  da scampo.  Non so nulla di lei a parte che viene da Roma , non so dove abita , e a quale famiglia appartiene. E’ una presenza la sua, limpida e fragile, ma allo stesso tempo forte  concreta e misteriosa. La nostra vita è un amalgama paragonabile a quella di due metalli diversi che coesistono nella stessa lega con la forza della loro intima natura. Lei desidera che il suo mistero e i suoi segreti finiscono  la dove i miei interrogativi iniziano. E devo dire che  lei rimane sempre  dietro la sua inviolabilità, sempre al sicuro da critiche e pettegolezzi. 

Dico a Sheila che è più prudente mettersi al riparo   .  Accendo un secondo fuoco  all’imboccatura della grotta,  ci stendiamo su una coperta   e ci avviciniamo inconsapevolmente fino a toccarci  col corpo e a lambirci con lo spirito.

Lei si denuda e si copre lasciando solo il viso scoperto  . Il solo pensiero di averla accanto in tutta la sua nudità mi rimescola il sangue , ancor più vedendo i suoi occhi dolci e attraenti che mi scrutano come se mi desiderassero . L’idea della nudità  è eccitante, lei è lì vicino a me e basta che la accarezzi  per  provare quel piacere senza peccato che non si riesce a  trovare nella quotidianità dei nostri gesti.  Dobbiamo sempre dare il meglio di noi , magari reinventandoci e deve sempre prevalere la coppia piuttosto che uno dei due.   Lei sicuramente per sua natura vuole provare nuove emozioni e nuove forme di piacere accettando  di buon grado  perfino la trasgressione. Vuole infatti scoprire   quel suo oscuro stato primitivo, che dorme in lei , risvegliarlo  in tutta la sua brutalità animalesca per spalancarsi a  nuovi desideri rimasti latenti per tanto tempo. Desideri  segreti ed erotici pronti a saccheggiarla,  a sottometterla a nuove  affascinanti sensazioni  mai provate prima . Lei,   stando con me,   scopre se stessa , quella sua parte latente che non si è mai rivelata prima  e che sembra ingigantirla nel corpo e nello spirito.

Improvvisamente sento che qualcosa sta per succedere  e provo un misto di emozione e di paura.  Le dico che vado a prendere qualcosa dalle bisacce, mi alzo e mi dirigo verso il cavallo. 

DIO CI VUOLE MAGNIFICI

Capitolo I

Parte XV

Spesso mi chiedo quale sarà il futuro dell’umanità.      Se ci saranno ancora guerre in nome di Dio ,  e/o espansionistiche   scatenate da dittatori sanguinari e famelici capaci di trascinare nell’oblio intere generazioni e intere nazioni solo per la bramosia di potere e di conquiste.         Se l’avidità e la ferocia  , le più terribili e temibili di tutte le  malattie, si potranno un giorno debellare .         Sono certo che  i conflitti causeranno sempre e a lungo andare  il disgregamento  sociale di quelle  nazioni che dichiarano o subiscono la guerra  a prescindere dalle ragioni , la cui conseguenza è la distruzione delle città, dei villaggi e delle opere d’arte che custodiscono .    Noi che siamo abituati alla ferocia dei tempi  , avremo un giorno la consapevolezza che la guerra che noi combattiamo oggi  servirà in futuro a donare ai posteri  una società più giusta, tale da favorire pace e sviluppo , e a porre l’uomo al centro dell’uomo ,  a condizione che tutto questo non vada a detrimento della semplicità e qualità della vita? E ci sarà un capovolgimento  sociale , capace di  rendere tutti , uguali liberi e pacifici ?         Questi ed altri pensieri mi assalgono,  mentre la notte fugge , una notte  imperdibile, immobile   e sconfinata, col suo silenzio chino su di noi e  illuminata solo dai riverberi delle nostre anime lucenti.Il dovere mi chiama e devo ben presto organizzare la partenza   del mio contingente .      Questa volta l’ ordine del re è perentorio certo e irrevocabile, per i motivi che già sappiamo.    La mia squadra però non è tanto contenta di abbandonare questa regione sia per l’ospitalità ricevuta che per la bellezza dei luoghi .       All’alba già si notano i primi movimenti di truppe che precedono la partenza .  Il re Luigi VII, accompagnato dalla sua consorte Eleonora d’Aquitania, e dalle milizie del conte di Savoia e del marchese  di Monferrato che hanno effettuato il viaggio via mare fino a Durazzo proseguendo poi alla volta di Costantinopoli dove sono giunti per unirsi al resto dell’esercito che li ha preceduti via terra, stanno facendo i grandi preparativi prima di muoversi. Io sono enormemente e profondamente confuso, nonché irretito e deluso del fatto che Eleonora non abbia tentato di contattarmi, non fosse altro per chiedermi come stavo . Comunque lei è la mia regina ed io non posso avere pretese di alcun genere anche se  siamo stati amanti,   Lascio di tutta fretta il carro di Sheila i cui proprietari sono  nel frattempo rientrati e mi dirigo verso il mio accampamento.       Si ode lo stridore dei carri che avanzano lentamente e il rumore degli zoccoli della cavalleria  che precedono i carri che si dispongono in fila per la partenza . I primi raggi di luce mattutina conferiscono a questa immane colonna in formazione uno spettacolo inusuale  . La polvere che si solleva e che non ha il tempo di ricadere sul terreno perché altra polvere si solleva rimane sempre in sospensione cosicché miscelandosi con la luce crea un effetto evanescente e fortemente suggestivo.      Al passaggio del re e della regina l’esercito rende  loro gli onori con acclamazioni di giubilo che durarono fino a che non scompaiono col loro seguito dietro le mura della città dove l’imperatore Emanuele li attende per i saluti di rito. Seguono  le prime ore di viaggio .    L’esercito aveva bisogno di riposo dopo i 400 giorni di viaggio che l’aveva visto protagonista di una lunga e  faticosa marcia iniziata a St.Denis, e che aveva toccato  Ratisbona, Belgrado, Nish, Sofia, Filippopoli  e infine   Costantinopoli.  Luigi VII  pur avendo apprezzato molto l’ospitalità di Emanuele, non si sente più al sicuro in quel posto. Emanuele, dal suo canto , teme a suo dire a un’eventuale occupazione e saccheggio da parte dell’esercito francese e da quello tedesco che era a pochi giorni di marcia da lì, soprattutto perché il suo esercito era impegnato in Grecia contro i normanni di re Ruggero.  Ed è per questo che ha inventato quello che ha inventato affinché i francesi partissero. Luigi VII non è felice di partire , anche se egli si affida sempre alla protezione del divino Salvatore , e gli è difficile pensare che qualcuno potesse tramare  contro di lui poiché egli a sua volta, non avrebbe mai osato farlo. Una volta in marcia mi sarebbe stato difficile andare a trovare Sheila. Devo sperare che la prossima sosta sia abbastanza lunga per farle visita.     La prima vera sosta avviene dopo tre giorni di marcia presso Nicodemia in direzione est rispetto a Costantinopoli.   Il territorio è lussureggiante e ricco di  corsi d’acqua che in alcuni punti diventavano dei veri e propri fiumi. Vado a trovare Sheila e la porto con me. Raggiungiamo  una radura vicino ad un ruscello. Il sole è caldo e tutto promette per il meglio.  Nascosta tra i cespugli scopriamo una caverna creata dall’erosione dell’acqua. Dentro è splendidamente pulita e il pavimento è formato da lastroni di pietra arenaria perfettamente levigata. Sulle pareti ci sono  congregazioni di materiale roccioso che appaiono come disegni dalle forme fantasmagoriche, che adornano l’interno della caverna.  A tratti su porzioni di parete sfuggite miracolosamente all’erosione, si possono  notare disegni elementari rappresentanti uomini al lavoro, animali e piante, risalenti molto probabilmente all’età della pietra.  Ci sentiamo subito a nostro agio . Lego  il cavallo, e prendo  una coperta. Ci  sediamo vicino  all‘ingresso della caverna. L’aria è tiepida e quel ruscello non lontano da noi è un’attrazione  imperdibile per un bagno.    Prima di entrare in acqua vado  a cercare della sterpaglia secca con dei ciocchi di legno per preparare un bel fuoco al fine di scaldarci, una volta usciti dall’acqua. Strofino due pezzi di legno secco sotto la  paglia che s’incendia in fretta. Il fuoco prende subito  vigore e attendo che si stabilizzi prima di bagnarci. Ci spogliamo completamente lasciando i nostri indumenti vicino  al fuoco. Quando lei si denuda, mi appare per l’ennesima volta come un’apparizione celeste. E’ pura e semplice nella sua nudità senza malizia, è dolce ed elegante nelle sue forme armoniose .     Mi prende  per mano e ci dirigiamo verso il fiume. L’acqua è fredda, ma lei vi s’immerge come una ninfa, senza difficoltà come se l’acqua fosse il suo elemento naturale.   I suoi capezzoli si irrigidiscono e il suo corpo è percorso  subito da brividi di freddo. Una volta in acqua, l’afferro , la stringo a me per scaldarla  col  mio corpo. Lei mi abbraccia a sua volta e resta come un fiore tra le mie mani .  Lei comincia a parlare e vuole che la tengo stretta sul mio cuore e mi dice che quando un giorno tornerò in Francia vuole che la porti con me , perché adesso la sua vita sono io e non riuscirebbe a concepire un’altra vita al di fuori di me. E aggiunge che lei mi ama e che tutto passa attraverso di me, perfino questo suo esistere e questo suo appartenermi e che questo mio corpo che l’ avvolge ha tutto il calore del mondo e che con me si sente protetta , perché io  rappresento la  forza primordiale che arde nel suo cuore.  Continua dicendomi che prima  di conoscermi aveva un sogno senza contorni precisi, ma adesso, lei è sicura che quel sogno si sta realizzando nella realtà che vive è che la sua felicità dipende da me.   Quando mi ha incontrato sapeva di dover morire, ma guardandomi negli occhi ha capito quanto era importante continuare a vivere.    Avevo avuto  pietà di lei, l’ avevo presa e l’avevo  curata nella mia tenda, l’avevo coccolata, l’ avevo scaldata e mi ero preoccupato della sua salute anche nei giorni successivi, e questa mia attenzione e premura hanno fatalmente segnato il suo destino.    Mentre lei mi parla  io la stingo inconsapevolmente sempre più forte e il mio corpo diventa sempre più  leggero e il respiro  sempre più pesante.      Restiamo così , abbracciati avvolti in quel silenzio irreale  , uniti coi  corpi e  mescolati nello spirito mentre io riesco appena, dato l’emozione del momento, a confidarle tutto  il   mio amore, un amore sincero, senza artifici e ripensamenti, un amore puro, diamantino, forte e strepitoso. So bene che questo è il modo migliore di amarla , amarla anche   nei momenti peggiori e  difficili e  donarmi con la spontaneità di un privilegio, e  tale che,  quando lei è sopraffatta dall’angoscia , trovi in me quel raggio di luce gentile per illuminarle la vita.

 

DIO CI VUOLE  MAGNIFICI

Capitolo I

Parte XIV

 

 

È la lentezza , delle parole che cadono come la sera , lo sguardo perso nel  vuoto,  il cielo che   si specchia in questo nostro buio  terreno , che mi procura tanta tenerezza, ma anche tanta  amarezza . Infinite volte ho allontanato da me il pensiero della guerra ,delle armi e delle conquiste perché  prima di essere soldato o suddito, sono un uomo, un uomo  libero con un sogno cucito nel cuore.           Tutto ciò che sento sono  e voglio,  è conoscere me stesso anche attraverso gli altri. Io  non sono qui per molte persone ma per una sola persona e per una persona sola   e per un solo Dio .       Ad un tratto lei mi prende per mano e mi chiede di seguirla. Saliamo sul carro  dove  la  flebile luce di una lanterna  illumina l’interno. Entriamo  carponi e ci sistemiamo su un pagliericcio ricoperto da un telo  che è  il suo letto da quando il mercante la ospita a bordo del mezzo. Ci troviamo così  seduti l’uno accanto all’altro, girati su un fianco e appoggiati su un gomito. I nostri sguardi s’incrociano  ma quel che i miei occhi percepiscono sono i  suoi capelli lunghi e scuri sciolti sul  petto, accesi dai riflessi luminosi della lampada ad olio. Non posso resistere e Inizio ad accarezzarli scorrendo le mie dita tra quei fili di seta corvini che sembrano emettere lampi di luce ad ogni passaggio della mia mano. Lei tiene gli occhi chiusi e sembra provare un grande piacere per quelle mie carezze  che le sfiorano anche il viso.  E sono queste mani che vibrano come la musica a concederle il desiderio di volermi per se , questo desiderio che è tutto per lei ma che mi fa sentire  diverso dall’essere io , diverso nelle parole e nei fatti  , nello sguardo perso in lei e nel  respiro forte , ansimante e profondo .            Lei socchiude le labbra e cerca i miei baci offrendomi la sua   bocca sensuale , avida. , carnosa,  profumata con il labbro superiore  a forma di cuore e quello inferiore a forma di falce di luna. Le due labbra hanno una sporgenza marcatamente sensuale che si perdono sul pallore di quel viso piacevolmente liscio e sottile. Il suo naso è piccolo e lineare , mentre gli occhi spadroneggiano su tutto il resto della figura per la loro brillantezza e luminosità. Le  scosto  i capelli, che cadono sulla fronte e improvvisamente  mi appare l’immagine di una bellezza pura, un’armonia quasi  perfetta  dove vi è impressa, senza artifici  e alterazioni, tutta la sua naturale mescolanza di forme e colori. L’immagine di quel volto profondamente provato dal piacere, e di quel corpo ,  vistosamente irrequieto , mi accende di desiderio . Comincio a  spogliarla  vedendo che lei non riesce più a sopportare la tensione dell’attesa . La  bacio sugli occhi e  lei  si lascia andare e a tratti contrae e rilascia i muscoli dell’inguine , le sue gambe  tremano di piacere,  e sento la sua carne fremere.                     Adesso il suo abbandono è totale, ma prima di perdere completamente il contatto con la realtà, si spoglia completamente e mi aiuta a togliermi gli  abiti  di dosso .  Ci troviamo tutti e due nudi, palpitanti e impazienti .   La sua nudità è unica e  sfolgorante ,i suoi seni sono puri come la neve ma  dietro a tanta innocenza c’è qualcosa di irrefrenabile e animalesco  qualcosa che non  lascia  spazio al pudore.             Questa voglia tremenda, vorace e insaziabile di possederci, va oltre la nostra stessa  natura .E per la prima volta  dimentico  di essere chi sono, un soldato in guerra , un cavaliere al servizio del proprio paese  , un difensore di Gerusalemme .            E a proposito di Gerusalemme corre voce  che l’obiettivo finale  è  Edessa e che re Baldovino III e i cavalieri templari  mirano alla conquista di   Damasco . Anche Corrado III e Luigi VII sono persuasi della necessità di attaccare Damasco, sebbene molti dei nobili di Gerusalemme non vedono di buon occhio   un tale piano.           Si vive senza certezze e nella confusione più totale.               In effetti la sola certezza che ho è questo sodalizio totale  con Sheila .E’ questa intesa perfetta dei sessi che non è solo materiale ma qualcosa di profondamente più elevato . C’è in lei qualcosa di squisitamente attraente e sensuale, le sue gote sanguigne fanno da sfondo a quella sua bocca piena di vita e di aspettative, resa ancora più vivida dal suo esile corpo che si muove con la fragilità di una farfalla.  L’amore ci  regala la consapevolezza  di essere   sempre in debito verso l’altra persona ,  di dare solo il poco che si può  e non il tanto che  si deve .          Sentiamo entrambi il forte legame di  appartenenza così acutamente accentuato che siamo consapevoli di questa forma di piacere  interiore , che ci assale e che sale dalle viscere e pervade tutto il corpo .        Lei mi guarda e in un attimo affonda le sue esili mani nella mia carne come per cercare un appiglio . Non avendo la forza di dirmi una sola parola, lei mi sorride come per scusarsi.    Poi crolla di piacere sopra di me , ed è proprio in quello stesso istante che mi sento risucchiare   in quel suo mondo pazzesco e fantastico da dove proviene  un  grido straziante e ossessivo.   E benché sia avezzo alle stravaganze di corte mi è difficile  capire da dove scaturisca tanta vitalità  e da dove arrivi tanta sensualità .               All’indomani  re Luigi da l’ordine di partire e di proseguire il viaggio. Ad avere tanta fretta è la notizia che Manuele gli confida è che riguarda la vittoria di Corrado di Germania sui saraceni in Anatolia. In effetti Manuele stanco di avere un esercito sotto le sue mura e tanta gente nuova e misconosciuta dentro le mura , fa credere a re LuigiVII che mentre gli altri conseguono vittorie , egli si adagia  sull’ospitalità offerta   da  Costantinopoli , cosa che ha pure un effetto  negativo sul suo esercito che si impigrisce . Manuele teme infatti che alcuni malfattori che si celano tra la  gente per bene possano rubare le reliquie dalle chiese e gli oggetti preziosi in vendita nei negozi. 

DIO CI VUOLE  MAGNIFICI

Capitolo I

Parte XIII

 

La notte sembra promettere bene col suo avanzare breve e il suo mistero profondo  che si infittisce col passare delle ore. 

E sembra impossibile che io e Sheila , così diversi per cultura, estrazione sociale e origine condividiamo  gli stessi  sentimenti la stessa voglia di appartenerci e la stessa voglia di vivere e di lottare. 

I nostri destini  lavorano in silenzio, per contro  si ode il fracasso   di mani che  si stringono e di cuori che si cercano .

Lei che è così semplice , minuta e indifesa,    lei che   ha sperimentato delusioni soprusi inganni e angherie , che ha conosciuto    la povertà e vive nell’indigenza e l’infermità trova in me un modo di piacere e di piacersi. E perché mai proprio io , io che ho un carattere forte e indipendente , avvezzo alle armi e alla guerra, abituato alla vita di corte , innamorato delle donne e dell’amore  , cavaliere rude e intraprendente , amante delle cose belle  e del”opulenza. 

La mia curiosità nel sapere  come lei mi vede  , non mi avvantaggia di certo nel conoscere   ciò che il destino  ha in serbo per me , ma il mio desiderio di scoperta e curiosità , non trova spesso una risposta coerente con la realtà .  Quello che è certo è che io  e Sheila siamo  autentici,  disperatamente vivi e innamorati .   

Lei è la mia felicità , mi riempie  di gioia e rinsalda la mia fede. E non posso non ripeterermi qualcosa che ho sentito in giro e che si adatta perfettamente a me:  “Amo Colui che ti ha amato prima di me , amo colei che mi ama e che è stata amata prima di me, amo te che Gli  assomigli , amo la tua umana incarnazione del Disegno Divino, amo te non potendomi collocare al di fuori di questo amore . “

In nome della mia fede Signore io  ti invoco da quella che fu un tempo la mia prigione e il mio buio, e che adesso mi appare come una nuova e rinnovata luce, di proteggere questo amore . 

Quando arrivo da lei  è già notte. La trovo sola . I padroni del carro sono  partiti il mattino alla volta di Costantinopoli e non  sono ancora tornati.  Alla mia vista mi corre incontro  come   sempre , mi abbraccia , e restiamo  così immobili, senza parlare, senza muoverci, finché   i  nostri respiri entrano in affanno, quasi per magia  . 

E mentre la stringo a me, la sento pulsare nelle vene come se volesse riempire la mia vita con la sua vita , come se volesse trasmigrare dentro di me e seppellirsi  nella mia anima .

Il suo corpo appare esile .  Irradia una luce intensa e soprannaturale e sono sgomento nel vedere tanta semplicità e tanta bellezza , tanto fascino e tanto candore coagulati nella stessa persona . La mia cotta metallica è gelida e quando la  prendo per i fianchi per darle un bacio, le dico che voglio togliere quell’armamentario di dosso se non vuole morire congelata. Lei annuisce e sorride. 

E vanno e vengono gli sguardi che capovolgono il cielo e non sia per me un  dolore  questo fissare i suoi  occhi  per muovermi cieco e sordo  tra le sue braccia e dio voglia  che questo gioco del ventre del cuore e del labbro, non finisca mai.  

I miei presentimenti su questa guerra non sono dei migliori. ll Papa Eugenio III , paventando il pericolo che corre Gerusalemme, con la Bolla “Quantum praedecessores”,  ha esortato il Re di Francia Luigi VII ed i Principi ed il popolo di “Gallia”, ad organizzare una seconda Crociata, visto l’esito disastroso della prima. Ma nella bolla non c’è traccia di  quanta fatica sofferenza sangue e morte causi questa guerra , anche se concede la  remissione dei peccati e la loro assoluzione, a chi inizia  devotamente il sacro viaggio e a chi lo prosegue fino in fondo a costo della vita. 

I miei soldati per ora hanno il morale alto,  mostrano zelo e diligenza in materia di armi e cavalli  con cui combatteranno gli infedeli, e i pellegrini , ancora lontani dalla meta, sono animati dalla loro fede mentre gli avventurieri e i contadini scappati dalle loro terre , sono convinti  che la guerra significhi per  loro  saccheggi e conquiste . Sono più preoccupato per quell’esercito non esercito che non ha disciplina né regole , che per la Crociata in se  .

Devo esercitare tutto ciò che è in mio potere per inquadrare  quel popolo di sbandati . La mia croce sul petto  suscita timore e rispetto non meno della mia spada. Nello stesso tempo devo assicurare sempre una buona   comunicazione tra avanguardia e retroguardia in modo che il centro della colonna, dove si trovavano i bagagli  non sia senza scorta e sia esposto a eventuali assalti  a sorpresa da bande locali . 

I  capi crociati sono indecisi  quando  lasciare Bisanzio e quando proseguire il viaggio . Danno ordini contraddittori di iniziare lo spostamento per poi fermare il tutto. 

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Capitolo I

Parte XII

Il tempo scorre senza che la noia mi assalga, ci sono tante cose da fare , che a volerle fare tutte mi ci vuole un altra vita. Ma mi accontento di riuscire ad assolvere alle mie funzioni più importanti e sono fortunato se non sono troppo spesso coinvolto dalle brutture e dai piccoli incidenti che capitano al campo nella vita di tutti i giorni.

La zona riservata ai pellegrini , ai commercianti e alla gente comune  diventa presto un centro di commercio e di baratto dove , si compra e si vende di tutto e si baratta ogni cosa . È simile al rione di una città dove la vita è in continuo fermento e il grande teatro dell’umanità è in pieno svolgimento coi suoi piccoli drammi , i suoi grandi scenari di miseria e di povertà , di rivalità, di cattiverie, di prepotenze e  di sopraffazione ma anche di fulgidi esempi di bontà e generosità.

Una volta completato il mio giro d’ispezione al fine di assicurare l’ordine e la disciplina dei luoghi, sono libero di girare dentro e fuori l’accampamento , senza tuttavia assentarmi per troppo tempo dal mio posto di comando .  Non ho mai desiderato tanta libertà come in questi giorni . Non vi è occasione in cui non penso a Sheila e ogni volta che lei  mi viene in mente, il mio cuore prende a battere forte. Vedo davanti a me quella sua figura aggraziata, avvolta in quel suo vestito blu che la rende bella come un’odalisca, affascinante incantevole e seducente. Non riesco a capire come sia possibile che questo sentimento  possa tenere così prepotentemente in ostaggio   il mio cuore e i miei sensi da sentirmi perduto . Ho amato Eleonora e prima di lei altre donne ma mai nessuna ha avuto in così poco tempo un effetto dirompente sui miei sentimenti. Il mistero di questa attrazione è tutta da scoprire.

Mentre percorro la strada per farle visita   , il cielo assume una colorazione dalle tinte forti e decise, il blu intenso si mescola al viola scuro in una variazioni di sfumature indescrivibili, mentre il sole spennella il suo ultimo rossore su tutte le cose. Le nuvole sembrano sanguinare mentre  la terra stremata da tanta dolcezza prepara la sua alcova  per la notte.  ll viola con il blu si tengono per mano in una danza leggiadra che lascia presagire una notte densa di stelle . L’aria è fresca e le sfumature di colore diventano sempre più intense e stupefacenti, Le tinte assumono un colore scuro e indecifrabile .

Quando arrivo da lei il crepuscolo si è perso nel buio della notte , e si vedono il cielo e la terra fondersi in un tenero abbraccio . Quando la scorgo, noto che i suoi occhi, trattengono e imprigionano ancora l’ultima luce del giorno, e questo chiarore residuo le attribuiscono maggiore grazia è una identità divina. . Forse quello sguardo , che non è il solito sguardo a cui sono abituato , dimostra quanto sia potente la sua seduzione e quanto sia grande la sua femminilità e cosa siano capaci di fare queste due cose se coniugate insieme . Ma so anche che questo suo potentissimo “fascino” non è un nemico né un incubo né un veleno, per me, ma qualcosa che ha a che fare con le tempeste che si scatenano nel cuore. quando si è innamorati.

Non posso davvero farci nulla.

A volte se ho la forza di dire che lei mi piace fin dentro le ossa è perché mi piace associare il godimento a quel lontano Dio che ho conosciuto . In effetti amare lei mi fa capire che non ho veramente mai amato Dio e che il mio amore per Lui era solo l’idea di essermi abbandonato a un  Dio immaginario   , Dio è altro che le mie vecchie preghiere è nelle facoltà di perdere la ragione, in realtà quanto a Sheila credo di perdere la ragione con lei che con Dio , forse lei rappresenta quella dolcezza a cui desidero arrivare, quella dolcezza che ferisce e che non mi rende sempre felice , perché a volte desidero trovare  infelice anche lei , a volte la vorrei trasgressiva,   a volte casta.

Insomma la sua onnipotenza se da una parte mi delizia , da un altra parte mi irrita.

E di questa onnipotenza che cade dalle sue mani , da quelle esili mani piene d’amore che hanno tutto il potere del mondo , da quelle mani che mi stringono e mi accarezzano, io ho un sacro profondo rispetto e devozione.

Alla sua vista , mi avvicino , scendo da cavallo, la stringo a me e la bacio . Devo confessarti una cosa le dico. Io ho frequentato di recente un’altra donna, siamo stati insieme fino a quando le circostanze ce lo hanno consentito. Non voglio dire che non l’abbia amata ma adesso è più prudente che non la incontri    e credo che questo sia la cosa giusta da fare. Lei è un capo di stato e per giunta molto ben considerata nel suo entourage . Inoltre ha una vita complicata , sembra non ami il marito Louis VII , dal quale sta chiedendo il divorzio e sembra pure che voglia risposarsi con Enrico II re d’Inghilterra per consolidare la sua posizione e quella del suo Granducato . Come vedi ci sono ragioni di stato che esulano da un semplice capriccio d’amore .

Comunque vada il mio cuore da adesso in poi è tuo e solo tu ne hai la chiave . Si dice che il tempo guarisce e medica le ferite, ma io non mi considero né ferito né guarito, ma un uomo nuovo pronto ad amare di nuovo benché non sia facile piegare il cuore a nuove emozioni. Lei non sembra sconvolta, dalla mia confessione, capisce perfettamente quello che le dico , e mi fa promettere di esserle sempre, qualunque cosa accada,  sincero nei suoi confronti .

Lei ha una intelligenza brillante, superata solo dalla sua grazia. E quel giorno, dopo averle parlato ho visto il mondo sotto una nuova luce, la stessa che lei emana da dentro , prodiga di stupore e di calore.

 

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Capitolo I

Parte XI 

La sosta a Costantinopoli mi ha permesso di avere più tempo libero e più riposo, ma i miei pensieri si affollano nella mente senza tregua. Penso a lei ripetutamente e me la immagino, mentre dorme o mentre mangia , o mentre conversa. La sua presenza non mi abbandona mai , e non so se trovandomi davanti al nemico , mi sarà più fatale la perdita di concentrazione   o perdere di vista la sua visione.    Un nemico feroce, determinato, armato fino ai denti, con tanta voglia di vincere e di uccidere. Il mio grido di battaglia già si fa sentire dentro il mio petto e anche se siamo ancora lontani dall’obbiettivo, sento tutto il peso di questa guerra, che per quanto mi riguarda, grava sui miei polmoni, sul mio cuore e sulle mie ossa.  Mi chiedo  tante volte per chi sto combattendo, forse Dio non vuole una guerra per ottenere la pace, e non reclama  un tributo di sangue per liberare Gerusalemme dagli infedeli.  . Questi  ed altri pensieri sconfortanti  mi percorrono la  mente , quando all’improvviso si materializza  una poesia che si fa strada nel cuore  quasi a voler scacciare quei grossi nuvoloni che minacciano la mia serenità . 

” In grembo ai tuoi occhi  

mi perdo e mi annullo

tra riflessi di soli brillanti

e lucenti armonie

riluce il mio cuore

che di voluttà si illumina

oh  gorgoglio vermiglio

oh fluido d’amore

che cantando vai

per fiumi e per valli,

così come sgorghi dal mio cuore

così tu ti  riversi nel suo

eppur ti attendo

senza saperti

eppur ti adoro

senza conoscerti 

perché lo so già

dove sei e chi sei

germoglio di vita che sbocci e cresci nell’anima

per te ho sconfitto  la vita

e più non temo la morte 

quasi ho vergogna di dirlo

ma non posso tacerlo

con te mi sento invincibile  “

Questi versi  naturalmente sono dedicati a lei , a Sheila, .

Ho tanto da dare e da fare , ma vorrei che  il tempo, questa entità astratta   che noi pretendiamo di misurare, ma che in definitiva è lui che misura noi, le nostre  cose, passate , presenti e future, e anche quelle che non si possono misurare , mi conceda di preservare le nostre vite , la mia e quella della donna che amo.

Gli accampamenti sotto le mura di Costantinopoli si estendono  per circa un miglio. Le tende dei crociati sono attestate in prossimità delle due principali porte d’ingresso alla città e sono  allineate in senso orizzontale e in senso verticale in modo da costituire delle file perfettamente parallele, tra le quali intercorrono dei corridoi larghi  e rettilinei che fungono  da strade interne al campo. Ogni tenda ha  una forma piramidale a base quadrata ed sono costruite in tela grezza di colore chiaro dove in cima , a bella vista, sventolava un piccolo stendardo bianco col simbolo della croce templare ad otto punte  di colore rosso.  La loro disposizione disegna un enorme figura di forma regolare punteggiata al suo interno da tanti piccoli quadrati, per quante sono le tende. All’interno del campo vi sono oltre che le tende che ospitano i soldati, quelle a sevizio della fucina, dell’arrotino, del  maréschal ferrant e quelle destinate al confezionamento delle armi e per ultimo quelle a servizio delle cucine da campo . I carri per il trasporto delle vettovaglie, del vestiario, delle armi, delle macchine da guerra , del bestiame sono sistemati nel cuore dell’accampamento e sono sorvegliati a vista, notte e giorno onde evitare i frequenti furti,  che sono diffusi tra gli stessi soldati. I commercianti con i loro carichi di merce stipata sui carri e i pellegrini che sono al seguito,  si sono sistemati con le loro tende e i loro bagagli in posizione più arretrata in modo  da non intralciare le normali attività del campo militare. Tutti i giorni giungono , generose razioni di cibo offerte dall’imperatore Emanuele, che non dimentica di mandare anche giocolieri, comici, commedianti e domatori  per lo svago della truppa. Lo stesso imperatore che all’inizio si è mostrato restio nel concedere ospitalità perfino ai dignitari francesi all’interno delle mura, sembra di tutt’altro avviso, tanto che ha aperto le porte della città a tutti, dando disposizione di fare entrare i  pellegrini, i commercianti,  i medici e i notai, i musici  solo di giorno, mentre aveva deciso il libero accesso, sia di giorno che di notte, ai soldati e naturalmente ai dignitari francesi e agli ecclesiastici. La vita brulicava dappertutto. La gente che ha deciso di entrare nella città, percorre le strade, estasiata nel vedere tutte quelle mercanzie quali spezie, frutta esotica, pane, dolci, carne pregiata , stoffe dai colori sfavillanti, gioielli, tappeti pellicce, oro e pietre preziose. Certamente quella merce non è fatta per chi non se la può permettere e quindi la gente comune può solo prendere atto dell’esistenza di quel ben di Dio senza poterla comprare. Tuttavia le chiese sono a disposizione di tutti, poveri e ricchi ed è  per questo che sono frequentate  dai pellegrini come dai soldati, dai mercanti e dai dignitari francesi. Vi sono diversi aneddoti sui monumenti di Costantinopoli, per esempio che la porta di Santa Sofia è costruita con assi di legno dell’arca di Noè e che una trave dell’altare della chiesa di Santa Sofia, è ricavata dal legno della croce di Gesù. Ma come in tutte le grandi città , non mancano i vicoli fatiscenti pieni di tuguri , dove regna la  meschinità e la perversione.  

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Capitolo I

Parte X

Quando lasciamo quel posto incantevole, il sole è già alto.  Andando verso est per far ritorno all’accampamento , ci imbattiamo in un pozzo che sicuramente è utilizzato dalle popolazioni locali. Tutto intorno vi  sono degli arbusti verdi , di un verde lucido e splendente forse perché si nutrono della stessa acqua sorgiva .  Questo spettacolo di pace e di tranquillità ci rende felici.  Immergo il secchio di legno nel fondo del pozzo,  tiro su l’acqua che si rivela fresca, pura e cristallina e della  quale i riverberi del sole sembrano nutrirsi. Beviamo con gusto e soddisfazione e penso che   mai si possa dire : ” acqua della mia fontana non berrò mai della tua acqua ” Non vi può essere cosa  più grande che la terra può offrirci a parte la felicità che  i nostri occhi sereni e innamorati esprimono in ogni momento. Notiamo che il posto non è frequentato e così Scheila ne approfitta per lavarsi. Si solleva la veste tenendola alla vita con una mano, poi inizia a lavarsi prendendo l’acqua con  l’altra .  I suoi gesti sono delicati e riflettono tutta la sua femminilità . La bellezza delle sue gambe mi colpisce nuovamente e vengo rapito da una subitanea quanto inaspettata  eccitazione . Leggera e sinuosa la sua mano si posa sulle sue gambe e ad ogni movimento  verso l’alto , scopre una porzione sempre più ampia del suo corpo mostrando il  suo ventre magnifico . Le sue carni sono  di un candore inusitato  . Quando scopre la parte superiore del busto ,  il suo seno  esplode in tutta la sua perfezione e magnificenza. Prese a lavarsi con la stessa grazia e con la stessa femminilità di prima.  Ogni volta che le sue mani  lambiscono  il corpo sembra che  tocchino  anche me . In seguito l’aiuto a lavarsi la schiena e devo  raccogliere tutte le mie forze per resisterle. Poi indossa  la biancheria intima che ha  appena comprato ,  si mette la tunica , si pettina   è mette anche il copricapo sulla testa.  Io invece mi  lavo dopo essermi spogliato completamente  versandomi addosso alcuni  secchi d’acqua . Lei si accosta e mi aiuta a sua volta .  La sensazione che ricevo è indescrivibile, il suo tocco è divino, ad ogni passaggio della sua mano sul mio corpo provo piacere . Lei si accorge del mio turbamento , mi bacia e mi dice : adesso devi tornare al tuo accampamento , perché se sparisci, potresti essere considerato disertore . Annuisco pensando i miei doveri di crociato e di soldato .  Le dico che al nostro prossimo incontro devo   informarla di qualcosa che mi riguarda.  Lei mi scruta con aria interrogativa , ma non  va oltre .   Porgo dell’acqua al mio cavallo e mi metto al galoppo per portarla   al più presto sul suo carro. Quando giungiamo, lei scende da cavallo, mi bacia  e filo via veloce come un fulmine verso il mio contingente. Cavalco per due miglia finché non vedo  i miei soldati che nel frattempo si sono messi in marcia insieme a tutti gli altri crociati, alla volta di Costantinopoli.  La città di Costantinopoli è costruita su sette colli proprio come Roma e come Roma ha delle mura fortificate tutto intorno.La sua fama è dovuta alla sua ricchezza , ma anche agli enormi e sterminati feudi appartenenti al suo impero , tanto grande da far invidia a quello dell’antica Roma . Dopo quattro mesi di viaggio estenuante  e faticoso ricco di imprevisti e di ogni genere di disagi e disavventure, l’esercito crociato è finalmente in vista della città più ricca d’oriente con i suoi palazzi favolosi , le sue ricchezze, le sue preziose reliquie, e ogni altro genere di ricchezze. Ma non tutti possono entrare nella città proibita . Perfino i dignitari francesi , per volontà dell’imperatore Manuele, potevano entrare per visitare la città ma non potevano sostarvi . Questo per i crociati era insopportabile e così vi furono diverse iniziative per convincere il riluttante imperatore ad aprire le porte della città. Si pensa perfino di conquistare la città , ma il fine ultimo dei crociati è Gerusalemme e non Costantinopoli.  Quando l’imperatore riceve i dignitari francesi, li accoglie senza cerimoniale , in veste privata in cui riceve i suoi familiari . Si tratta di un forte segnale di amicizia . I dignitari arrivano col loro seguito di dame e ancelle che dall’imperatore sono scambiate come una specie di harem all’occidentale. Le dame sono sbalordite da quell’uomo che ha un fascino senza precedenti e parimenti l’imperatore è affascinato da quelle dame e da quelle ancelle giovani , raffinate e disponibili. Quando i  dignitari francesi visitano il palazzo, non credono ai loro occhi. La sala del trono ha marmi preziosi venuti perfino dal Portogallo, il trono è costruito in oro massiccio ed ha un marchingegno meccanico che gli permette di sollevarsi dal pavimento . Tutt’intorno alla sala vi sono animali anch’essi tutti d’oro che rappresentano leoni , grifoni, aquile e uccelli. Le porte sono in avorio e i drappeggi sono intessuti con fili d’oro e di seta. Ma le cose più preziose sono le reliquie . 

L’imperatore è orgoglioso di mostrarli ai  francesi . Tra queste, il ritratto di Maria dipinto da S.Luca, le sacre bende di Gesù bambino, intrise del latte materno, il legno della vera Croce del Cristo, la corona di spine, la spada di Longino, la spugna imbevuta di aceto e fiele, la tunica e il panno intriso con il volto di Gesù. Le dame però sono più interessate alle ricchezze del palazzo e alla sontuosità dei luoghi. Vogliono vedere le cinquecento stanze del palazzo, le quattrocento fontane, i soffitti d’oro puro, i mobili di madreperla. La cosa più inverosimile del palazzo è la sala da pranzo , che sembra scavata nell’oro. Ha le pareti d’oro, il soffitto d’oro, il tavolo d’oro i calici e le posate d’oro, i sipari d’oro dietro i quali un’orchestra invisibile suonava le più dolci melodie d’oriente. Possono degustare per la prima volta il caviale e i raffinatissimi vini greci e mangiare prendendo per la prima volta i cibi con nuovi strumenti a due punte che poi presero il nome di forchette. Il cibo è gustoso e speziato e la carne è cotta in speciali bracieri che poi vengono presi ad esempio dai nobili francesi che li replicano in patria chiamandoli barbecue. Durante questi pranzi capita che i parenti dell’imperatore si invaghiscono delle damigelle francesi, arrivando perfino a formulare proposte di matrimonio. Tutto questo è inconcepibile per le due parti e così questi spasimanti vengono regolarmente allontanati. I dignitari di corte possono assistere anche alle cerimonie religiose che si tengono a S. Sofia, considerata la chiesa delle chiese, e voluta dall’imperatore Giustiniano. Ha una cupola tutta d’oro in cui si riverberano i marmi lucidi e variopinti del pavimento, tanto che in quella volta si può scorgere un giardino costituito da fiori purpurei, verdi splendenti, rossi incandescenti , candori accecanti e azzurri intensi  Così i dignitari francesi godono infine dell’ospitalità fissa al palazzo imperiale, mentre l’esercito sosta fuori dalle mura , e ai cavalieri e  capitani viene riservata loro una residenza sontuosa fuori dal palazzo. Fulcherio di Chartre, il cronista al seguito di madame Torqueri di Bouillon , annota che la città di Costantinopoli ha tante ricchezze che non gli sarebbe bastata una vita per scoprirle tutte e che avrebbe avuto bisogno di un’altra vita per descriverle tutte.

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Capitolo I

Parte IX

Rientro all’accampamento molto tardi. Ha smesso di piovere e non tuona più. Devo asciugare il cavallo e trovargli un posto al sicuro , nel caso che durante la notte si odano nuovamente  quei tuoni che hanno spaventato a morte gli animali. Mi spoglio completamente e mi asciugo con dei teli di lino, poi vado a distendermi sulla mia brandina  per  concedermi  qualche ora di riposo. So che l’indomani devo alzarmi presto per organizzare il viaggio verso Costantinopoli. L’indomani, all’alba circola la voce che la partenza è rinviata perché gli emissari di Thierry conte di Fiandra che sono andati a consegnare un messaggio all’Imperatore  di Costantinopoli Manuele, non hanno fatto ritorno e quindi la richiesta di ospitalità formulata dai dignitari francesi, non ha ancora una risposta. Avendo predisposto ogni cosa per la partenza , approfitto di questo contrattempo per andare a trovare Sheila. Quando arrivò, lei è fuori, vicino al carro e quando mi vede mi corre incontro , mi prende le mani, mi guarda negli occhi e mi dice : benvenuto mio nobile cavaliere, benvenuto Filippo .  Scendo da cavallo e la bacio  sulle guance, stringendola a me. Lei  ricambia con un bacio  appassionato pieno di ardore.  Le dico che la voglio portare a Filippopoli per comprarle degli abiti e della biancheria per il viaggio . Lei accetta, si prepara e partiamo  , cavalcando  verso la città. Prima di montare a cavallo , scioglie i suoi capelli che in seguito, con la velocità presero a volare al vento . Quel colore nero corvino si stagliava contro il cielo turchino , con un contrasto stridente e meraviglioso disegnando forme e colori come una fiamma che si libera nell’aria. Ad ogni sussulto  , quei capelli si muovono in su e in giù come la criniera del mio cavallo.

Arriviamo in città e visitiamo i vari negozi che si affacciano su stradine strette e impervie. Le percorriamo a piedi , con il cavallo al seguito. Lei acquista delle tuniche lunghe fino a i piedi con una scollatura arabesca bordata d’oro.  Compra anche il copricapo coordinato con le tuniche, nonchè dei teli di lino , della biancheria intima e degli unguenti per il corpo e dei profumi a base di sandalo. Ci imbattiamo poi in un negozio di artigianato locale ed è felice quando le dico che voglio  offrirle un monile . Le chiedo di scegliere il modello che più le piace. Lei sceglie la più semplice . E’ una collana le cui maglie sono formate da tanti chicchi di grano forati al centro e tenuti insieme da un filo di seta invisibile . La chiusura rappresenta una piccola spiga d’oro con una chiusura  sul retro. La prova e ne fu subito entusiasta . Le dico che condivido quella scelta e che piace tantissimo anche a me. Le chiedo come mai ha scelto proprio quel modello  e lei mi risponde che il grano rappresenta la vita e che la  indossa sempre per ricordare che sono stato io a ridarle la vita. 

Riprendiamo la via del ritorno. Quando monta a cavallo dietro di me, sento il suo corpo abbandonarsi sulle mie spalle e le sue gambe che sfioravano le mie . La desidero e sento che anche lei mi desidera. Le chiedo se  vuole fermarsi e lei annuisce. Mi fermo presso una radura isolata e tranquilla. Scendiamo da cavallo, prendo le coperte e le distendo a terra. Trovo che quel luogo è un luogo poetico, un “locus amoenus” dunque idilliaco e pacifico.   Ci desideriamo entrambi e la nostra attrazione è  qualcosa di forte, di fisico, di umano e divino.  Per un attimo penso  al momento quando i corpi si avvicineranno e le bocche si cercheranno fusi in una sola cosa, una fusione densa , pregnante, fremente e concreta. Ci stendiamo sulle coperte , ci abbracciamo e ci tocchiamo,  sopra e sotto i vestiti . Le mani iniziano a fare  conoscenza dei corpi  . Le sfioro  le gambe, i seni , il ventre, e lei prova tanto piacere che  sembra animarsi di una seconda vita , una vita di straordinaria bellezza e colore.  Lei si spoglia lentamente,  senza provare soggezione. Rimane completamente nuda, splendidamente nuda , perfetta nelle sue forme femminili che suscitano un desiderio convulso e inquieto. Le sue gambe sono perfettamente tornite e affusolate , le mani hanno un candore lucido e vellutato e le dita sono lunghe e sottili come stralci di vite. C’è di che infiammarsi di passione e di che confondersi i sensi.  Il suo corpo è slanciato , ben proporzionato, la pelle è liscia come il marmo , i suoi seni sono perfettamente torniti , con due piccole aureole rosa al centro e due capezzoli sporgenti . I suoi capelli  cadono naturalmente su quelle due rotondità lisce e perfette. Mi tolgo gli abiti anch’io  ,  la nostra nudità non conosce pudore,   stiamo per diventare   un solo corpo e una sola anima  .  L’amore che lei prova per me la rende spontanea e sicura . Ed io sento con la fede nel cuore che questo non è il mio un naufragio   nel mare del peccato , ma un dono di Dio   che sta per indicarmi una nuova  strada , una strada lineare che si lascia dietro un percorso scabroso e un avventura  pericolosa . 

L’amore è faticoso, è un lungo cammino , dapprima ti seduce, poi si accosta timoroso e infine  scende in campo  e ti conquista coi battiti , col corpo e col sangue, fino a diventare  gioioso e libero. 

Io  la percorro con le mani, che scorrono lievi sul suo corpo caldo e candido, tenerissime la stringono a me , e sento un  fremito profondo che mi percorre l’anima prima ancora del corpo.    Provo un senso di esaltazione mistica e sensuale , senza alcuna distinzione . Lei , ha occhi solo per me, a tratti gira il volto di lato perché il  piacere che prova è immenso, poi mi  supplica di possederla,  sciolta nel suo infinito donarsi.  I nostri occhi si riempiono  di gioia e   i nostri  corpi  si riempiono di luce e sono   così aderenti che tra di loro, non passa neanche un capello . Ho imparato a guidare il  piacere , ho imparato la pazienza e l’attesa , il sapere donare e il sapere ricevere , e tutto non per donare amore , ma per essere amore.  Nei momenti più esaltanti lei  ripete il mio nome ed io sento la sua pelle che ha l’odore di Dio e i suoi umori che  profumano  di ambrosia e di nardo.  Le  mie ossa sono più forti e il mio respiro più pesante e così la terra appiattita dal peso dei corpi, diventa più dura è più consistente, ed è come se fosse lei  a spingerci    a sollevarci e a farci volare. 

Pur conoscendo i veri motivi per cui io sono qui   in questo lembo di terra sperduto e solitario e non avaro  di occasioni  , rimane un mistero il mio incontro con Sheila. Per quanto mi riguarda io sono un esiliato è niente di più, costretto a fare una guerra Santa che non è la mia guerra , anche se  all’inizio  questa guerra mi è sembrata  giusto farla, ma le guerre cominciano dove si decide ma non finiscono dove si vorrebbe .  Sheila invece è  partita dall’Italia  per sfuggire al suo destino che la vede protagonista passiva di un rapporto con il suo promesso sposo verso il quale non prova amore . Inoltre lei è motivata da una fede religiosa incrollabile. L’incontro con Sheila , non è solo un incontro , ma è una scintilla , quella che  altera le vite e le salda  e da senso a tutte le cose  e ha ragioni profonde che risiedono nel sangue e nel cuore . Se solo potessimo essere di nuovo estranei, perché la mia vita si sta complicando e non so più cosa sia questo amore che sta dentro ogni uomo, dentro ogni donna,  dentro ogni cosa e che mi sta attraversando da parte a parte . 

Io a Eleonora ho dato tutto me stesso ,  lei quello che ha potuto e  la consapevolezza che in me è cresciuta questa confusione di averla amata senza averne diritto . E così   prima di morire, quando questa guerra sarà finita , se sarà finita , io sarò solo a ricordarla ,  forse non avrò più parole per lei e questo mi rattrista. 

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