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Stringi le mani a chi un giorno ti ha amato

e guardalo fisso negli occhi

e dimmi

cosa provi lungo la schiena e sulla pelle

e cosa ricordi di quel respiro in cui ti perdevi

e di quelle carezze che limavano l’anima

e di quelle parole che vibrano ancora sulle corde del tempo

e non sentirti in colpa per quelle distanze diventate voragini

e per quei paesaggi che hanno perso il sereno

per quei cieli e quei mondi sepolti

ma ruba tutti i colori del mondo

dona gioia alle cose più cupe

e lascia un nome e una data sulla pietra del tempo.

Ma carte Meilleurs voeux 2021
— Leggi su www.dromadaire.com/post/view/

E sorge il sole

E sorge il sole sulla mia casa

ed è già naufragio di luce

e tonfo di cielo

contagio di luna

e presagio di vento

e se il vento soffia alle porte

lasciatelo entrare

vi porterà notizie dal mondo e vi canterà i segreti della foglia della pietra e dell’acqua

lasciate che tutte le stanze diventino speranze

che sia la luce o il buio

a dormirvi negli occhi

e un semplice soffio a triturare il silenzio

questo è il posto dove nascono i sogni

e si coltivano le idee

dove c’è posto perfino per ospitare le stelle

dove le finestre sono tanti occhi lucenti che hanno bisogno di luce per nutrirsi

e di esistere per essere raccontate

dove i fiori dondolano nei loro vasi di vetro

e i petali s’aprono come se volessero parlare

di se

e annunciare flagranze d’altre primavere

d’altri tempi e d’altri mondi.

Written by atmosferepoetiche

pensi voglia essere trovata
questa felicità che nessuno sa cosa sia
questa cosa effimera come un battito di ciglia che premia coloro
che non guardano attraverso il mirino dei loro fucili
e coloro che si destano col lieve respiro dell’aria
della pietra e dell’acqua
c’è una grande felicità nel voler essere
piuttosto che nel non voler essere
nel rapimento di uno sguardo
piuttosto che nella perdita di un sorriso
la felicità non appartiene a un colore
a una luce
o a una visione
ma a qualcosa di impalpabile
che ti cresce come un cielo negli occhi
e che disperde la tristezza in un attimo
e anche se quell’attimo è breve
il tempo non smette mai di esistere
mi basterebbe sapere di cosa son fatto
quali anni si rifugiano nel vento
quale ampiezza hanno i cieli superstiti
quale silenzio irrompe nella solitudine
delle foglie
qui dove dorme la terra
dove riposa la notte
dove il tuono spacca l’aria e mi solleva
qui vorrei provare a essere felice
e trovare un segno o almeno uno spazio dove
i ciuffi d’erba si levano felici e il pianto è solo un ricordo e il sorriso è sulla faccia di tutti
dove la luce non gela
e ogni verso diventa un seme
e ogni seme diventa una poesia.

Ora la tua bellezza mi lancia i suoi folli coltelli

nel cuore

perchè io possa sanguinare d’amore

e guarire con la felicità che tu mi trasmetti

mi piace sentirti vicino

come profumo tra i fiori e aria tra i rami

e mi chiedo quali prove devo ancora affrontare

e quante volte devo ancora morire

e quante ore devono ancora trascorrere

prima che questo amore cresca più forte di un albero

prima che diventi la pietra che spolpa la tua acqua alla foce

prima che io riesca a separare la pioggia dal vento

e la luce dal buio

prima che le tue mani mi crescano sui fianchi e ricevino quel fremito che ho a lungo sognato.

Written by atmosferepoetiche

Quanto sangue

Quanto sangue nelle viscere della terra

e quante ossa dovremmo ancora confortare prima di scivolare nelle nebbie

la storia è una grande menzogna concordata dai vivi per giustificare i morti

ne la luce ne il buio vivranno in eterno

ma gli uomini si credono invincibili

persuasi di spiegare tutto

anche ciò che esula dalla loro ragione

e tra intrighi tradimenti falsità e corruzioni

il tempo dell’uomo si compie

e risuonano avide

in ogni maglia della sua catena

le guerre le epidemie e le loro lunghe scie di morti

e canto la limpida linfa dei poeti

più silenziosa dell’acqua quiete

più forte della disinvoltura dei carnefici

più felice di una colomba al suo primo volo

ed è sempre con me quel sole che voglio ricordare

e i colori di quei sogni che daranno luce a questo secolo

la vita non è che un soffio

finché non cessa il respiro

una storia piena di rumore e di furore

finché non prevale il silenzio.

Laggiù tra le case

le stelle erano così fitte

e le finestre così piene di luce

e la notte così eterna

che sentivo nel cuore un’onda furiosa di gioia

e mentre quelle stelle se ne restavano in cielo senza cadere

e quelle finestre apparivano come tanti occhi nell’oscurità della notte

io sorseggiavo il mistero di ognuno di essi

poi all’improvviso scese da un cielo più bianco del pane

un acqua assonnata che friggeva sui tetti e sulle pietraie

e coagulava intorno ai recinti

e trafiggeva gli occhi creati dalle foglie degli alberi

e corre la vita sui vecchi quadranti del tempo

corre coi suoi vivi e i suoi morti

col suo andare curioso e impettito

e franano in vena

i battiti che risuonano per tutta la stanza

mentre il cuore resta sospeso nel petto

e ha tonfi di sangue alle tempie e sui polsi

e mi dorme nel sonno la luna

nuda e bianca come poteva essere nei sogni

e che a volerla raggiungere

si ha voglia

di fermare il tempo e di chiedergli di portarti lassù

e cosa dire di questa terra con la sua immane tristezza

con le sue praterie di defunti

con le sue ferite e le sue amare e logore voci

con l’attrito delle sue acque argentate

dei fiumi e dei mari

e come posso io decifrare ora questo tremendo gioco del sangue che ha potere di vita o di morte su di me e come posso svegliarmi una mattina tra le spine di una terra devastata.

Written by atmosferepoetiche

nate

a te

a te ho affidato il mio cuore

nel luogo

dove tutto è iniziato

tra cattedrali di pietra e alberi di luce

e dove i ricordi si bagnano nel mare della memoria

e a te io confesso di non essere nel giusto rifugio

e che il mio respiro comincia dove la terra affiora dall’acqua

mi è caro il ricordo

di quelle mani che

spezzavano il pane e versavano il vino

di quelle preghiere recitate in silenzio

di quella pace che tramontava dietro le colline

di quei colori che si interrompevano all’improvviso

ricordo

quelle estati assolate

l’acqua ghiacciata del pozzo

il morbido ondeggiare del grano sui campi

i fanciulli che giocavano per strada

mentre gli adulti cercavano riparo all’ombra

degli alberi

ricordo

i sussulti di una giovinezza che sembrava dovesse non finire mai

i pensieri che volavano via

e il cuore che s’incendiava per un nonnulla

che strana cosa la mente

che rievoca storie antiche quanto la terra

e svela immagini che il tempo non ha mai cancellato

e tutto rimane lì

in consegna al presente

coagulato nell’anima

vivo come se fosse vero

e vero come se fosse esistito da sempre.

Written by atmosferepoetiche

Un occhio guarda a oriente
e un occhio guarda a occidente
e non è il cielo pervaso di azzurro
a fare
da culla alla luce che nasce
o da sepolcro al giorno che muore
e non è un luogo
il luogo dove inizia e finisce la terra
ma un sogno
un sogno potente
che ha lo splendore del sole e il lieve respiro del vento
e mi ritorna in mente
un raduno di ricordi sommersi
che sono il dono di un infanzia perduta
e c’è nell’aria una tristezza che uccide
e una disperazione che è una ferita aperta sul petto
e nelle mie mani c’è un acqua trepida e azzurra che mi alluviona le dita
e nel mio cuore c’è un rumore che ricorda il mare in tempesta
ho nello sguardo un abisso che non è un abisso qualsiasi
è un abisso al contrario
alto come una montagna e ardente come un vulcano
e ho dentro
la presenza di tante persone
che vorrei non andassero mai via
e mi chiedo
cos’è che fa girare la terra
le infinite braccia degli uomini
o la potente mano di dio che spinge il mondo
tra gli astri.

Written by atmosferepoetiche

Quei tratti di pennello stesi sulla tela

sembrano note stese sulla carta

colori e forme pure

che ora si librano nell’aria e ora si ancorano alla terra

in cerca di gravità e di immaginazione

di luce e di ombre

di desideri e di turbamenti

nell’infinito intreccio di miti e figure

che si muovono pur restando fermi

che stanno fermi pur muovendosi

come riverberi di creature umane

che non stanno

né in cielo

né in terra

né dentro un perimetro

ma che viaggiano

come se cercassero un posto dove stare

come se volessero coagulare un tempo

uno sguardo un ricordo.

Written by atmosferepoetiche

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