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qualcosa mi ha portato via

un sogno una speranza

un attrazione che si sostituisce alla pelle

in nessun luogo come sulla terra la distanza tra l’illusione e la delusione è più netta

e la rassegnazione più completa

in nessun posto come in questo luogo

manca l’aria ma non il silenzio

e respirare diventa una questione di vita e di morte

e questo mio scrutare muove le stelle da oriente a occidente senza confini né distanze

e giaccio nel tempo in cui sono stato creato

e tremo con tutta la mia vita sulle rive dell’eterno

e ogni ostacolo mi ricorda il pianto che matura la voce

ed io soffro nel grembo della terra

e non so bere acque d’abissi o sangue celeste

e ogni moto di sabbie mi scuote la vita

da queste mie cellule nascerà un tempo nuovo

non so dire come

se sarà solo una stanchezza di sillabe

o una bellezza di luce o censura di battiti

e vorrei smarrirmi dove l’acqua scioglie le nuvole

e germogliare tra le mani di dio

da cui discende la carne e nel quale si eleva lo spirito.

Written by atmosferepoetiche

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e se ne vanno le cose

e corrono i tempi

e si rifugiano i sogni tra gli alberi

mentre le stelle appese sui rami

fanno luce alle case

e tutto è un fermento

son solo molecole d’acqua che corrono verso la foce

e se ne vanno gli uccelli

se ne vanno lontano un po’ per istinto

e un po’ sospinti dal vento

anch’io voglio volare per riprendermi il cielo

pronto a far festa ogni volta che sorvolo i tuoi occhi

e sfiderò il buio della notte

calma ed eterna

pura e sconosciuta come gli abissi

perché io possa sdraiarmi dove il tuo respiro riposa

e toccare quell’aria senza forma e colore

né chiara né scura

che divide l’acqua dal sale

e così non avere più sete

come quel giorno in cui la luna annegò

dentro il pozzo

e sollevò l’infanzia come in un tonfo.

Written by atmosferepoetiche

credevo

credevo

di vedere l’anima vagare

e di udire il corpo ricollocarsi altrove

tra quei cieli collegati e scollegati tra loro

e quegli astri che s’attraggono che fuggono che bruciano e che brillano tenendosi per mano

e se mi metto in ascolto

ti sento ancora nelle mie tempie

mentre i tuoi seni mi allattano per fame

e mi chiedo

cosa vive in tutti quei respiri che si avvicinano e si allontanano

che si dilatano e si assottigliano

e cosa c’è tra quelle mura dove il sole non entra e il buio conquista tutti gli spazi

scavo miniere

mi sporco di nero e mi fingo carbone

i cunicoli si fanno sempre più angusti più caldi e più umidi

basta una scintilla per fulminare ogni cosa

anche la carne diventa divina

e anche le pareti ansimano

come se fossero una sola cosa con me

è sceso il mio cuore dal nido e vola tra il divino e l’umano.

Written by atmosferepoetiche

e fu subito la notte a prendersi cura di noi

cullandoci tra una pausa e un attesa

uno spazio sospeso e una bianca distesa lunare

e così dal giorno alla notte passa un filo sottile come tra la vita e la morte

e quando ci verranno a cercare udranno solo il suono del mondo

e troveranno la porta dell’alba socchiusa e il profumo del pane appena sfornato

e l’impronta dei passi che vibrano ancora

sulle rovine del tempo

e non ci può essere una luce più profonda di quella che ci illumina

ne’ una verità più nuda di quella che ci unisce

e questa furia che dura dentro nel cuore

chi può fermarla ?

e se c’è una cosa che mi consuma è

questo silenzio che non muta

meglio la pioggia e il grigiore del cielo

e i tuoni impazziti che scuotono il petto con un presagio di morte

e se ne va quest’isola di sale alla deriva

se ne va come un vento leggero

e ancora quando uno sguardo mi rapina

fermo il moto delle cose prima che gli occhi si chiudano.

Written by atmosferepoetiche.

dio cos’è che vuoi da me

perchè  non mi parli e non ti riveli  

solo tu conosci questo mio dolore quotidiano

e questo tuo perdono che non arriva mai

io origlio standomene seduto sulla cima dei tuoi abissi

e  resto  sospeso  in questo  limbo eterno

solo tu conosci

ciò che mi piace e ciò che non mi piace

il solletico dell’acqua e del vento sulla mia pelle

le oblique inerzie del sangue e le lugubre ore di 

questa profondissima notte

tu hai creato 

il grande e l’infinitamente piccolo 

 la bellezza 

l’arte le scienze e la meccanica celeste

se solo sapessi dove ti nascondi

e dove cercarti

tu che mi hai donato la tua creatività 

il tuo amore e la tua serenità 

tu che hai fatto di me un uomo  forte e impavido  

dimmi su quale stella  ti nascondi 

così che io possa prenderla e appenderla sul ramo 

più bello del mio cuore

lasciandola oscillare solitaria nella notte

come lanterna che rischiara il cammino 

parlami di te quando già penso di andarmene

ascolta la mia preghiera con questa voce da bambino

corrosa dal tempo e dalla ruggine.

Written by atmosferepoetiche

il paradiso che non c’è

non me lo immagino

ma la terra che mi fa da culla

quella si che me la immagino

con il suo travaglio simile al mio

con la sua complessità di radici antiche

di crescita e di sviluppo faticosi

solo tu mi porti via

e righi la mia coscienza

affinché vi cresca il seme della libertà

dell’amore e della pace

solo tu mi sorprendi

quando vuoi nutrirmi ma anche quando vuoi riprenderti tutto

quando ti concedi ma anche quando mi respingi.

Written by atmosferepoetiche

questo spazio è una tomba a cielo aperto

è pieno di morti che credono di essere vivi

la loro superbia li ha uccisi

le loro tombe sono vuote

e per loro nessuno ha mai versato una lacrima

sono come fantasmi che galleggiano nel vuoto

sono come bestie che si trascinano nel buio

e la loro grettezza declina in squallore e s’insinua nel corpo nel sangue e nelle ossa

come una malattia che si evolve e marcisce

il loro abito su misura è un vestito senza forma e senza niente dentro

credono di essere dio

annegano nella tristezza

e nelle ondose pieghe della malvagità

dio è in tutte le cose

il mio destino è lì dentro

e mentre questa vita fugge

io la vivo

per l’aquila che vola più in alto

per il ramo che raggiunge il cielo per primo

per il sole che irrompe sulla litania delle stelle

per le navate del cuore dove gli angeli fan festa.

Written by atmosferepoetiche

vorrei chiederti

vorrei chiederti dove si tuffano i tuoi occhi scuri

e fin dove arrivano i tuoi capelli

che franano sulle tue spalle muliebri

che hai fatto tu

delle mie tristezze che piacquero alla terra e al tuo vasto letto

sento il tuo cuore battere nel mio petto

e le tue mani ansimare sulle mie ossa

e vorrei parlarti del tempo

del tempo che ci precede

e quello che ci segue

perché

questo è il tempo che ci interroga

questo è il tempo che ci consuma

ho come la sensazione di naufragare

dio è con me in questa terra dei mari e dei cieli

la vita è mia

io la posseggo dentro e fuori la paura

solo i ricordi svettano numerosi da dietro l’orizzonte

innamorarsi è un attimo

più che selvaggia

è pura questa luce che si trasforma in buio

e bevo tutto d’un fiato il vento dei mari e delle pietre

volontà dei consensi e dei silenzi

ognuno ha il suo destino

sulla mia anima ardono notti eterne

il mio urlo splende ancora dove sorge il cuore.

Written by atmosferepoetiche

arriva improvvisa l’attesa di un “ormai “ troppo tardi

il mio tempo e il tuo tempo non coincidono più

si rincorrono i giorni e le ore senza che nessuno ne abbia preso coscienza

e non vi potevano essere due cuori

più potenti

più sanguigni

più uniti

dei nostri

eppure tutto ha un inizio e una fine

ma non tutto esonda da acque celesti

io mi divido in urlo e silenzio

spesso senza voce e senza memoria

tra un sole geometricamente inesatto e una luna tiepidamente accesa

cercarti

è quasi un non luogo a procedere

è un continuo scavare nel buio della mente

è un pensiero costante che batte alle tempie

è un impronta che sfugge di mano

e mi chiedo

come restituirti il rumore degli anni

partendo da quel nulla che si dilata col tempo

ora si fa largo qui tra le nuvole quell’anima nuda sospinta dal vento

che ad ogni momento perde colore e s’allontana

chi sei tu dolce e mite fuoco

tu ancora vaghi nel mio sangue

danzando ridendo e giocando

senza che io

ti abbia mai potuto chiamare per nome

senza che tu

mi abbia mai potuto respirare veramente .

Written by atmosferepoetiche

quanto tempo è passato

da quella lunga notte quando io ti guardavo

e tu illuminavi la stanza col tuo solo sorriso

e c’era in te così tanto bagliore

da crivellare di luce perfino le tenebre

e mi chiedevo dove fosse la tua anima così estranea alla morte e tanto cara alla vita

e c’erano pure le stelle che si posavano sui tetti

e la luce di strada che filtrava dai vetri

eppure non eravamo che due molecole d’acqua

due molecole invisibili e segrete

cullate dalla furia del tempo

e unite dal miracolo dell‘acqua

per anni ho cercato una casa

e adesso so che è dentro quel cielo che è sopra di me

sento il calore dei tuoi raggi affettuosi di sole

vedo i sogni che si rincorrono tra gli astri

e questo mio volere a tutti i costi un destino

mi scaglia con forza

dal cuore alla mente

e dalla mente al cuore

come se volesse trarre a se più cielo e più terra più respiro e più sangue

in uno scenario apocalittico e visionario.

Written by atmosferepoetiche

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